mercoledì 28 dicembre 2011

Krishnamurti: Comprensione, Ricordo e Paragone


Quanto dico in tutti questi discorsi non va semplicemente ricordato. Non vi si chiede di cercare di immagazzinare nella mente tutto quel che sentite per ricordarlo e in seguito ripensarci e agire di conseguenza. Se vi limitate a immagazzinarlo nella mente, ciò che vi sto dicendo non sarà altro che un ricordo, non sarà un fatto vivo, qualcosa che avete realmente capito. Quel che importa è comprendere, non ricordare. Spero che vi sia chiara la differenza fra le due cose. La comprensione è immediata, diretta, è un’intensa esperienza. Ma se quanto avete udito lo ricordate soltanto, vi servirà come schema, come guida da imitare, slogan da ripetersi, idea da seguire, ideale su cui basare la vita. La comprensione non ha niente in comune con il ricordo. È una continua intensità, una scoperta costante.
Così se vi limitate a ricordare quello di cui abbiamo parlato, confronterete la vostra condotta e cercherete di modificarla adattandola a quel che ricordate. Ma se capite davvero, la stessa comprensione sarà matrice di azione ed allora non vi occorrerà più agire in base a quanto ricordate. Questo è molto importante: non limitarsi a ricordare ma ascoltare e comprendere immediatamente.
Quando ricorderete alcune parole, alcune frasi, o richiamerete in mente certe sensazioni che avrete provato qui, vi sarà sempre un vuoto fra la vostra azione e quanto ricorderete. Ma se capite davvero non copierete. Chiunque abbia qualche capacità può ricordare parole e superare esami, ma se incominciate a capire tutto quello che è connesso con quanto vedete, con quanto sentite, con quanto percepite, quella stessa comprensione genererà una condotta che non dovrete né guidare, né dimensionare o controllare.
Se vi limitate a ricordare farete dei continui confronti; il paragonare produce invidia e su questa si fonda tutta la nostra avida società.
Il paragonare non porterà mai alla comprensione. Nella comprensione c’è amore mentre il confronto è una mera intellettualizzazione, un processo mentale per cui si segue, si imita; e in tale processo s’annida sempre il pericolo che vi sia chi dirige e chi è diretto. Capite bene questo?
Nel nostro mondo la struttura della società si basa su persone che dirigono e altre che sono dirette, chi dà l’esempio e quelli che lo seguono, l’eroe e quelli che lo venerano. Se voi guardate bene dietro questo processo del dirigere ed essere diretti troverete che quando si segue un’altra persona vien meno ogni iniziativa. Non vi è libertà né per voi né per chi dirige; perché voi create un capo e il capo vi controlla. Fin quando seguite un modello di abnegazione, di grandezza, di saggezza, di amore, fin quando avrete un ideale da tener presente e copiare, inevitabilmente vi sarà un vuoto, una frattura, fra ideale e azione. Chi veramente comprende la verità di questo non ha ideali, non ha esempi, non segue nessuno. Per lui non c’è guru né Mahatma, nessun eroico capo. Egli comprende costantemente cosa avviene dentro di sé e cosa sente dire dagli altri, dal padre e dalla madre, dall’insegnante, da uno come lui entrato casualmente nella sua vita.
Se ora state ascoltando e comprendendo vuol dire che non seguite nè imitate; non c’è paura in voi e perciò c’è amore.
È molto importante che vediate tutto questo con chiarezza per conto vostro, così non sarete stregati da eroi o ipnotizzati da modelli e ideali. Modelli, eroi, ideali vanno ricordati e facilmente si dimenticano, e quindi vi tocca tener davanti agli occhi qualcosa che ve li rammenti, un quadro, un idolo, uno slogan. Quando seguite un ideale, un esempio, non fate che ricordare e nel ricordare non c’è comprensione; paragonate ciò che siete a ciò che vorreste essere e lo stesso paragone crea un’autorità, genera invidia e paura e in esse non c’è amore.
Per favore vogliate ascoltare tutto questo con attenzione e comprendetelo, così non avrete capi da seguire, non avrete modelli esemplari, ideali da imitare o copiare; perché se comprendete sarete un’individualità libera, ricca di dignità umana. Non potete esser liberi se starete a paragonarvi senza tregua con l’ideale, con quel che dovreste essere. Capire quello che realmente siete – per brutto o bello, per spaventato che possiate essere – non ha niente da fare con il ricordo, con la mera reminiscenza di un ideale. Dovete osservare, essere consapevoli di voi stessi momento per momento, nelle relazioni quotidiane. Essere consci di quel che si è realmente costituisce il processo della comprensione.
Se capite davvero quello di cui vi sto parlando, se ascoltate completamente, diverrete liberi da tutte le cose assolutamente false create dalle generazioni passate. Non peseranno su di voi l’imitazione, la mera remi­niscenza di un’ideale, che valgono soltanto a storpiarvi la mente e il cuore generando paura ed invidia. Può darsi che voi stiate inconsciamente ascoltando tutto questo con grande intensità. Spero che sia così perché allora vedrete che straordinaria trasformazione deriva da un ascolto pieno e dalla libertà dall’imitazione.

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